Lunedì, 22 Febbraio, 2016

 

“In Italia si spendono 115 miliardi per la sanità: se eliminassimo il profitto di chi eroga sanità ne risparmieremmo 35, il valore di una manovra finanziaria” enuncia Gino Strada a Servizio Pubblico osannato da una platea di imbecilli e consacrato dalle pagine di diversi quotidiani on line.

La logica sarebbe che ciascuno di noi avrà bisogno prima o poi di una prestazione sanitaria sicché il fatto che qualcuno ci guadagni sarebbe un danno per la collettività.

C’è da chiedersi quanto sia il “profitto” dei panettieri lungo tutto lo stivale: vuoi vedere che se saccheggiamo anche il prestinaio riusciamo a tirar su qualche fondo per la comunità. Del resto chiunque deve pur mangiare la michetta, non sia mai che qualcuno se ne approfitti.

Qui risiede il seme dello sfacelo culturale nazionale, più ancora nell’applauso dei presenti che nell’enunciazione di un concetto che farebbe orrore se il suo tramite divulgativo non fosse la bocca di un medico famoso e osannato da certi media: siamo talmente intrisi di mediocrità in questo paese che il profitto diventa scandalo mentre la delinquenza si afferma regola.

E’ così! 

Basti pensare che il pretesto per questa uscita pubblica è stato la scoperta, nei giorni scorsi, delle solite truffe nell’assegnazione di appalti pubblici nella sanità (fosse solo nella sanità!!! ndr).

La ricetta per eliminare i delinquenti dunque sarebbe quella di distruggere le strutture private a vantaggio delle strutture pubbliche…strutture che dovranno pur sempre comprare macchinari, energia, servizi, beni consumabili e medicinali.

Anche un bambino saprebbe che il cancro della delinquenza aggredirebbe (là dove ancora non fosse già attecchito) gli approvvigionamenti di beni e servizi fino ad assorbire quel valore che oggi Gino Strada apostrofa con un certo ribrezzo nel termine “profitto”.

Oppure vogliamo abolire anche il profitto dei fornitori?

Chi oggi in Italia può cercare di spiegare a testa alta che forse il profitto è un bene mentre la delinquenza no?

Non sarà forse possibile che strutture serie, gestite da persone serie e dotate di personale serio siano una risorsa per la nostra salute e non una piaga? Non sarà forse possibile che invece là dove le persone “poco serie” imperano possano farlo indisturbate grazie a qualche alleanza radicata nei governi locali o nella Pubblica Amministrazione?

Forse lei, dott. Porro, che di recente ci sta abituando a qualche ragionamento più evoluto sia nel suo Virus che nella quotidiana Zuppa potrà insinuare questi sani dubbi nella mente di qualche italiano ancora faticosamente immune dal pensiero dominante e becero.

Parli Lei agli italiani, nel frattempo noi, come ogni giorno dal 1983 continueremo a lavorare per dare accessibilità alle prestazioni abbattendo i tempi di attesa, per dare attenzione al singolo paziente e lavoro a decine e decine di collaboratori.

Saremo strani, ma con un certo orgoglio ci piace pensare anche al nostro profitto che, al netto delle pesanti sforbiciate (ovviamente sempre per il "bene collettivo”), viene utilizzato da anni per creare nuovi servizi, nuova accessibilità, nuovi investimenti e nuovo lavoro. 

Il giorno in cui dovremo vergognarcene sarà il giorno in cui la collettività non potrà più contare sul nostro aiuto e sul nostro lavoro...speriamo almeno che il prestinaio resista.

Del resto si muore per mancanza di salute e si muore per mancanza del pane quotidiano ma di stupidità no, di stupidità sembra che campino in tantissimi.

 

Stefano Massaro
   

DELTA MEDICA
Amministratore Delegato