Mercoledì, 20 Maggio, 2015
Stefano Massaro

 

Chi parla è a capo di Delta Medica da oltre 10 anni, la prima organizzazione del paese ad aver introdotto concetti rivoluzionari come: pubblicazione on line di tutte le tariffe, prenotazione on line delle prestazioni, creazione di cartella clinica elettronica a disposizione del paziente e prescrizione medica del corretto stile di vita come prima arma di prevenzione e contenimento della spesa sanitaria…ancor prima che queste parole andassero di moda. Nel farlo, pur mantenendo - anche privatamente - tariffe accessibili per tutti, non ha mai finto di vestire la propria organizzazione  con la maschera del “mero scopo sociale”. Efficienza e capacità ne consentono gli equilibri economici da azienda a tutti gli effetti. Creato il “concept” dell’ambulatorialità privata accessibile, dapprima si è creata un po’ di inimicizie e poi è stata emulata da una quantità indefinita di strutture mascherate tutte da un “fine sociale” di mero marketing ed in realtà sostenute più dalla finanza che non dal desiderio di alzare il livello di cura del paziente…ma questo è un fatto meramente etico e riguarda più la propaganda che la salute. 

Oggi si parla di salute e di servizio al cittadino.

"Sento politici in campagna elettorale promettere bilanci straordinari mediante riforme rivoluzionarie del Sistema Sanitario. Sempre ed in qualunque Regione. Spesso non sono neppure propositi, sono fandonie.

Inizio quindi ad offrire delle premesse perché ormai l’influenza dei media porta persino a muovere passi da assunti di sola propaganda. E’ necessario conoscere dei fatti, fatti che non sono in discussione:

a)    L’Italia si classifica al 3 posto nel mondo per EFFICIENZA SANITARIA. Primo posto in Europa. L’efficienza sanitaria è costituita a grandi linee dal rapporto qualità/prezzo. Nel nostro caso significa mettere insieme i dati relativi alla EFFICACIA, al COSTO ed alla ASPETTATIVA DI VITA.

b)   E’ indubbio che questo dato ricavato da studi internazionali (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-07/efficienza-sistemi-sanitari-italia-terza-singapore-e-hong-kong-120434.shtml?uuid=ABhYLp0B) risenta anche della scarsa efficienza in alcune zone geografiche del paese (Lazio, Campania, Sicilia, Molise, Abruzzo ecc). Ciò significa che, con ogni probabilità, esistono sistemi regionali che, se studiati unitariamente, verrebbero a classificarsi primi al mondo con distacco.

c)    Per dare un’idea si consideri che gli USA spendono il 51% della spesa sanitaria mondiale  e si classificano al 44mo posto.

Non vi annoio oltre con dati più specifici perché sono tutti rinvenibili on line con un minimo di ricerca accurata.

Questo significa che non possa essere migliorato il Sistema Italia? 

NO, affatto. Non bisogna però commettere l’errore di voler distruggere tutto per via di fatti di cui siamo a conoscenza e che, se veramente occorsi, riguardano individualmente dei criminali. In sostanza è provato che il Sistema Lombardo, ad esempio, vada EMULATO e PRESERVATO, togliendo le sole vicende criminali dal contesto futuro e sempre che dette vicende siano realmente accertate. Chi si propone di stravolgerlo lo fa solo per logiche di convenienza.

Eccoci quindi ad alcuni aspetti MACRO su cui si fa spesso confusione:

CARRIERA DEL MEDICO:

Qualunque servizio parte dalle persone. Questo principio vale per qualunque azione umana. Le persone in sanità sono soprattutto i MEDICI. Nel comune sentire, sulla base di falsi miti fatti serpeggiare ad hoc, si ritiene che andrebbero controllate le carriere dei medici suddividendoli tra coloro i quali lavorano nel PUBBLICO oppure nel PRIVATO.

Questo è falso e serve a far sì che il medico sia oggetto di sfruttamento per una porzione sempre maggiore della propria carriera.

Il medico è un professionista e come tale deve essere LIBERO. 

Le strutture pubbliche, così come quelle private, devono stimare con attenzione il proprio fabbisogno di professionisti, sia in termini di NUMERO che in termini di ORE.

Deciso il fabbisogno il medico deve avere un impegno contrattuale con chi ritiene opportuno per il numero di ore che gli vengono richieste. Chi stabilisce se un professionista debba lavorare 30 h a settimana o 80 h? Lo deve stabilire il professionista stesso. Si chiama libertà.

Da alcuni anni i medici giovani che entrano in Scuola di Specialità, ricevono una borsa di studio pari circa allo stipendio di un commesso e sono vincolati a non fare altro (esclusiva assoluta). I commessi, se desiderano, possono trovarsi occupazioni parallele. Perché questo è stato imposto? Perché la maggior parte degli ospedali che hanno al proprio interno le scuole di specialità, vivono dello sfruttamento dei giovani specializzandi che vengono utilizzati per svolgere lavori di routine molto lontani dal percorso di formazione che dovrebbero seguire. Stiamo parlando di mano d’opera semi gratuita da parte di medici professionisti che hanno oltre 30 anni. Qualcuno ha persino pensato di chiamarli bamboccioni.

Se l’obiezione è che il medico potrebbe fingere di lavorare presso la struttura pubblica per poi perseguire il proprio interesse privato vorrei che rifletteste sul fatto che qui stiamo entrando nel campo del DIRITTO PENALE e dei REATI. Questo genere di aspetti riguarda più l’amministrazione della giustizia che della sanità. Non fatevi fregare dalle parole.

SANITA’ PUBBLICA O SANITA’ PRIVATA:

Anche su questo tema serpeggia la più assoluta confusione? Cosa distingue una panchina “pubblica” dal divano di casa tua? Molto semplicemente, il divano di casa tua è stato pagato da te.

Impariamo quindi che parlare di sanità pubblica o privata significa chiedersi solamente CHI DEBBA PAGARE IL SERVIZIO e non ha nulla a che vedere con chi lo eroghi (aspetto che toccheremo in seguito).

Chi dunque deve pagare il servizio? 

Le casse dello Stato o quelle di Assicurazioni private? La risposta è semplice: chi tra i due si fa bastare meno soldi per dare più servizi. Il resto è del tutto irrilevante. Sto dicendo che sarebbe meglio affidare il tutto ad Assicurazioni? Forse SI e forse NO.

Tendo a pensare che se fosse la Pubblica Amministrazione a pagare avremmo un passaggio in meno. Allo stesso tempo credo che la capacità di gestione del denaro della Pubblica Amministrazione sia molto inferiore a quella delle organizzazioni private.

Quali pericoli nell’affidare il compito di acquirente a privati? 

1) le assicurazioni ad oggi non sono vincolate ad alcun parametro per la scelta dei soggetti che convenzionano. Potrebbero scegliere strutture a cui veicolare il lavoro in base a logiche clientelari. Ad oggi il sistema pubblico prevede che ci siano parametri oggettivi di autorizzazione e accreditamento.

2) le assicurazioni potrebbero avere una logica di scarso interesse alla copertura su determinati tipi di patologie.

3) una volta che fosse passato in mano alle assicurazioni il ruolo di acquirente, queste potrebbero istituire un cartello e peggiorare le condizioni di accesso al servizio da parte del cittadino (ad esempio i casi visti per la privatizzazione dei servizi idrici).

4) il passaggio da sistema di pagamento pubblico a privato comporterebbe un fenomeno che chiameremmo di “privatizzazione” attraverso passaggi gestiti inizialmente dalla politica. Questa politica. Potrebbero combinare danni irreversibili.

In conclusione, visti i pericoli (tutti teoricamente superabili con buone leggi) e considerando  il livello del “legislatore italiano”, al momento preferirei non optare per il cambiamento, posto che, ricordiamolo, abbiamo il terzo sistema più efficiente al mondo nonché il primo in Europa.

Strutture pubbliche o strutture private?

Questo è un tema del tutto diverso dal precedente. La Sanità è il “servizio” mentre le strutture sono solo “il tramite"

E’ bene dire che il sistema migliore non può che essere quello misto. Non potrai migliorare nulla di cui non avrai possibilità di misura.

Come si potrebbe valutare l’efficienza di una struttura pubblica se non la si paragona alla efficienza riscontrata in una struttura privata? Impossibile.

Offro un dato sulla occupazione nel comparto sanità italiano: il meridione è afflitto dal sistema  pubblico/burocratico/amministrativo.

Se in Lombardia (Regione più virtuosa) il comparto sanitario occupa il 4,5% della forza lavoro, in Sicilia siamo quasi al doppio con una efficienza infinitamente inferiore.

Credete che il Sistema Lombardo abbia aiutato le strutture private?

Leggete come funziona il sistema e vi darete una risposta. Attualmente il rapporto che lega le strutture private con il “portafogli pubblico” è, cercando di semplificare, il seguente: 

Immaginate che a 2 strutture venga assegnato un budget (per semplicità diciamo 1 milione).

Ora tra le 2 strutture ne abbiamo una molto apprezzata dai cittadini ed una poco apprezzata.

Cosa accade? La prima effettua una produzione di 1,5 milioni e la seconda solo di 0,5 milioni.

A questo punto il sistema ha adottato una “furbata": LE REGRESSIONI CONTRATTUALI. Alla struttura che ha sfondato il budget impone percentuali di sconto che raggiungono il 70%!!! Su 1,5 milioni di produzione pagherà quindi 1,2 milioni.

Invece la struttura meno performante, riceverà i suoi 0,5 milioni, salvo riduzione del budget per l’esercizio successivo. Cosa significa? Significa che in questo modo Regione paga 1,7 milioni per quello che dovrebbe costarle 2 milioni. Tutto sulle spalle della struttura privata più performante. Considerate ora che i numeri reali sono enormemente più grandi.

Questo meccanismo NON è applicato alle strutture pubbliche. In sostanza tutta l’efficienza di sistema realizzata in Lombardia dipende dalla capacità di contrazione della spesa delle sole strutture private.

LO STANDARD QUALITATIVO:

Se il punto precedente è stato ben valutato è palese che l’interesse della comunità sia quello di avere sul territorio Strutture Private Performanti.

Affinché ciò avvenga è necessario che ci sia una figura super partes che imponga standard qualitativi nella erogazione dei servizi e ne verifichi costantemente l’applicazione. 

IL RUOLO DELLE ASL SUL TERRITORIO:

Questo ruolo di garante del miglior standard viene svolto dalle ASL che dovrebbero accentuare la propria funzione di organo di vigilanza della qualità del Servizio Sanitario a cui TUTTI i cittadini possono accedere. Oggi le strutture private non accreditate non sono soggette agli stessi controlli e neppure agli stessi vincoli, sia organizzativi che qualitativi.

GLI ESEMPI DI SPRECHI NELLA SANITA’ NON RIGUARDANO QUASI MAI L’EROGAZIONE DEL SERVIZIO MA BUSINESS COLLATERALI.

Potremmo parlare di edilizia sanitaria, di forniture fuori controllo e molto altro. Potremmo persino parlare del SISS: sono anni che i cittadini lombardi vengono dotati di una nuova tessera sanitaria elettronica. Essa serve – tra le varie funzioni minori – a creare il fascicolo sanitario elettronico del paziente. Si tratta di una tecnologia desueta nel momento della sua nascita, costata oltre 1 miliardo di euro ma che avrebbe un potenziale straordinario se, ad esempio, ogni Regione non avesse creato il proprio sistema chiuso. Nessuno ha pensato ad uno standard nazionale e ad un servizio reale ai cittadini di tutto il paese: quali sono gli inconvenienti?

In caso di incidente, qualora il cittadino lombardo si trovasse in un ospedale o struttura sanitaria fuori dal territorio regionale la carta sarebbe inutilizzabile. Pensate ad un lavoratore che vive a Magenta e lavora a Novara. Per lui la carta sarebbe inutilizzabile con enorme probabilità. Lo stesso per un lombardo in vacanza.

Immaginiamo poi che un cittadino, per determinate prestazioni (a volte per fretta, altre per fiducia) voglia il parere di un medico specifico che lavori in una struttura che non eroga il Servizio Sanitario Regionale. Il parere di questo medico non può essere inserito nel fascicolo sanitario elettronico. Neppure volontariamente è stato concesso a questi centri di entrare in questo circuito.

In compenso, le strutture private accreditate sono state costrette a sopportare costi diretti ingenti e sono state private della possibilità di scegliere e vincolate a fornitori imposti mediante gare di appalto pubbliche. 

E SE LA SALUTE FOSSE UNA RESPONSABILITA’?

La maggior parte della spesa sanitaria è destinata alle malattie croniche. Oggi il Sistema ha partorito un “mostro” che vuole spacciare per efficienza. Assegnare un budget per paziente al medico, lasciando che sia il medico a gestire il paziente attraverso accordi economici con diverse strutture. Il sistema innesca la “guerra dei poveri” e interessi tutt’altro che trasparenti ma non tocca il fulcro del problema.

Perché non si lavora alla prescrizione del corretto stile di vita ed al monitoraggio del paziente sano? Uno screening nel tempo di mantenimento di parametri della salute che abbattono i fattori di rischio. L’individuo sano che riuscisse a mantenersi nel miglior range dovrebbe ottenere un incentivo economico (sia esso fiscale o sul premio assicurativo).

Invece non riusciamo proprio ad introdurre una cultura meritocratica, neppure nella gestione della salute…mentre aiuterebbe il paese in tutti gli ambiti ulteriori della vita dell'individuo: sarebbe una rivoluzione culturale.
Quella economica ne rappresenterebbe l’effetto collaterale positivo…ma siamo pronti per viverla?
Mentre vi ponete questa domanda, ricordate comunque che, mal che vada, godete del sistema sanitario migliore d’Europa e a sprazzi…del mondo".