Mercoledì, 4 Luglio, 2012

Ieri alcuni medici collaboratori della nostra struttura hanno rilasciato dichiarazioni riguardanti la patologia che è risultata fatale nel tragico incidente del calciatore del Livorno occorso il 14 aprile 2012.

I nostri medici hanno specificato con estrema chiarezza che il caso del giovane Morosini non deve essere valutato dalla nostra struttura poichè nessuno dei medici componenti il nostro staff sanitario ha mai visionato la cartella clinica del calciatore. Al contrario, ben consapevoli che il livello della prevenzione medico sportiva in Italia è altamente superiore a quello raggiunto in qualunque altro paese del mondo, i nostri medici hanno ribadito che, a rigor di logica, è normale aspettarsi che il quadro clinico del giocatore fosse tra quelli che vengono definiti "MUTI" ovvero che non presentano segnali di allarme.
I medici hanno motivato questa convinzione considerando anche che il calciatore in parola ha militato in diverse società sportive ed è stato sicuramente visitato da più specialisti in diverse regioni italiane: sarebbe quindi piuttosto improbabile che diversi specialisti avessero commesso le stesse leggerezze valutative sullo stesso atleta.

Inoltre Delta Medica si dissocia fermamente dalle dichiarazioni circa la presenza nel proprio staff del Prof. Bruno Carù: si tratta di un medico straordinario e mentore di moltissimi dei nostri medici, nonchè del direttore della nostra divisione di Medicina dello Sport, dott.sa Alessia Milletich. Per queste ragioni e per la Sua grandissima professionalità, è sempre un punto di riferimento per la nostra struttura ed un grande amico che condivide generosamente il proprio sapere con chi gli richieda un consulto.

Lo stesso va detto per l'accostamento della nostra struttura alle squadre di Serie A di Milano: Delta Medica è ben lieta che alcuni giocatori tesserati in queste società scelgano le proprie strutture o i propri medici per sottoporsi alle visite di screening, ma ciò non deve essere minimamente confuso con il millantato credito di essere per dette società il o l'unico riferimento sanitario.

Ringraziamo invece i media che hanno ripreso integralmente la notizia senza aggiungere alcun elemento di faziosità: tutta la comunità, non solo quella scientifica, deve infatti sforzarsi affinchè un episodio tragico possa diventare il mezzo per avvicinare la coscienza di tutti noi all'importanza della prevenzione medica. Solo in questo modo una tragica morte può rappresentare la speranza di salvare sempre più vite.